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Ponte Leonardo da Vinci

Rigenerare un’infrastruttura storica per riconnettere il territorio

Conservare la memoria strutturale del ponte e restituirlo alla comunità più sicuro, leggero e accessibile.

La riqualificazione del Ponte Leonardo da Vinci a Sasso Marconi restituisce piena funzionalità a un’infrastruttura strategica per la mobilità dell’area bolognese. Il progetto conserva e valorizza il grande arco storico in calcestruzzo armato, sostituendo l’impalcato esistente con una nuova struttura mista acciaio-calcestruzzo, più leggera, sicura e funzionale. L’adeguamento sismico, l’ampliamento della piattaforma e l’introduzione di due percorsi ciclopedonali accompagnano il ponte verso una nuova fase della sua storia, nel rispetto della sua identità e del paesaggio dell’Appennino.

LUOGO
Sasso Marconi, Italia
CLIENTE
ANAS S.p.A.
ANNO
2021 – 2023
SETTORE
Infrastrutture e mobilità
SERVIZI
Project management
Progettazione
Direzione lavori
Sicurezza
PARTNER
Matildi+Partners S.r.l.
Studio Mattioli
Tecnocontrolli S.r.l.
DIMENSIONI
3.450 m2

Il Ponte Leonardo da Vinci attraversa il fiume Reno a Sasso Marconi e costituisce un collegamento strategico tra la viabilità della Val di Setta e Val di Bisenzio, la SS64 Porrettana e il sistema infrastrutturale dell’area metropolitana bolognese. Inaugurata nel 1957, l’opera si distingue per il grande arco in calcestruzzo armato di 144 metri, che all’epoca della costruzione rappresentava uno dei principali traguardi dell’ingegneria italiana.

La chiusura del ponte nel 2021, determinata dalle criticità riscontrate nelle strutture esistenti, ha reso necessario un intervento capace di coniugare sicurezza, rapidità di realizzazione e conservazione dell’identità dell’opera. L’obiettivo non era sostituire integralmente l’infrastruttura, ma preservarne gli elementi strutturali di maggiore valore, adeguandola agli attuali requisiti sismici e funzionali e migliorandone contemporaneamente l’accessibilità.

Il progetto ha quindi mantenuto gli archi storici, introducendo un nuovo impalcato più leggero e ampliato, nuove connessioni strutturali e due percorsi ciclopedonali. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla relazione con il contesto: il fiume Reno, la Rupe del Sasso, la linea ferroviaria sottostante e il paesaggio appenninico hanno costituito vincoli e, allo stesso tempo, elementi guida dell’intervento.

L’intervento si fonda sulla conservazione e riqualificazione dei grandi archi in calcestruzzo armato e sulla completa sostituzione dell’impalcato esistente con una nuova struttura mista acciaio-calcestruzzo. La soluzione consente di ridurre il peso complessivo della nuova sovrastruttura, migliorandone al tempo stesso sicurezza, durabilità e prestazioni.

Il nuovo impalcato è costituito da una maglia di tre travi principali composte saldate, collegate da traversi a doppio T disposti secondo la geometria del profilo stradale. La soletta in calcestruzzo è concentrata in corrispondenza della carreggiata, mentre i percorsi ciclopedonali laterali sono sostenuti da una struttura metallica a piastra ortotropa. Il nuovo sistema di collegamento tra arco e impalcato adotta inoltre elementi metallici inclinati e incernierati, studiati per limitare la trasmissione di sollecitazioni indesiderate agli archi esistenti.

L’intervento integra il restauro superficiale delle strutture storiche, l’adeguamento sismico e la ridefinizione della piattaforma stradale, restituendo al ponte due corsie veicolari e due percorsi dedicati alla mobilità ciclopedonale. La progettazione delle fasi di cantiere è stata parte integrante della soluzione: la complessità del contesto ha richiesto di coordinare demolizioni, movimentazioni e montaggi minimizzando le interferenze con la ferrovia e con il corso del Reno. Le lavorazioni principali sono state completate in circa dodici mesi.

Nel Ponte Leonardo da Vinci la sostenibilità è legata soprattutto alla conservazione dell’esistente, all’efficienza strutturale, alla durabilità dei materiali e alla riduzione degli impatti di cantiere. Il mantenimento degli archi storici ha permesso di valorizzare il patrimonio strutturale esistente, concentrando il nuovo intervento sugli elementi necessari al ripristino delle prestazioni dell’opera.

La nuova struttura mista acciaio-calcestruzzo è stata ottimizzata per contenere il peso dell’impalcato ampliato. La soletta in calcestruzzo è limitata alla carreggiata, mentre le fasce ciclopedonali adottano piastre ortotrope in acciaio; l’impiego di acciaio S355 protetto, sistemi di assemblaggio ottimizzati, un numero contenuto di saldature e calcestruzzi ad alte prestazioni contribuisce alla durabilità dell’infrastruttura e alla razionalizzazione dell’impiego di materiali.

Particolare attenzione è stata riservata alle modalità esecutive. La decostruzione selettiva dall’alto ha evitato la caduta di materiali nell’alveo del fiume Reno, mentre l’organizzazione delle lavorazioni e l'impiego di sistemi di movimentazione ad alta capacità hanno consentito di intervenire senza interrompere il servizio ferroviario e limitando le interferenze con l’ecosistema fluviale. La realizzazione di percorsi ciclopedonali su entrambi i lati completa l’intervento ampliando le possibilità di mobilità e fruizione dell’infrastruttura.

           

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