Villa Strozzi

Luogo Palidano di Gonzaga, Mantova
Paese Italia
Cliente Provveditorato Interregionale Opere Pubbliche della Lombardia ed Emilia Romagna
Team Politecnica Ingegneria e Architettura, Coprat, Arch. M. Nascig, Dott.ssa. C. Ceriotti, Ing. A. Moretti, BCD Progetti
Incarico Progettazione definitiva ed esecutiva per architettura, strutture, impianti, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione
Progetto 2017 - 2018
Area di progetto 102.490 m2
Superficie d'intervento 3.360 m2

Il Progetto

L’intervento di riqualificazione di Villa Strozzi curato da Politecnica è basato su un innovativo utilizzo dell’HBIM (Heritage Building Information Modeling) per un nuovo approccio al restauro filologico dell’edilizia storica.

La Villa, edificio di grande pregio storico-architettonico e simbolo del territorio mantovano, fu commissionata dalla famiglia Strozzi di Firenze tra 1630 e 1700 ed è il frutto di trasformazioni avvenute dal secolo XVI ad oggi. Da un primo nucleo centrale l’edificio accresce per successivi ampliamenti e raggiunge il massimo splendore fra fine ‘600 e inizio ‘700, quando viene ristrutturata e decorata con dipinti e stucchi di pregio. Assume la forma attuale intorno alla metà del XVIII secolo e nel 1952 viene ceduta ad una società locale che vi fonda una scuola d’agraria, mentre nel 1974 viene acquisita dall’Amministrazione Provinciale di Mantova.

Il tema della sicurezza, di fondamentale importanza all’interno di un edificio che ospita degli studenti, è stato uno dei driver del progetto di Politecnica che prevede: un miglioramento sismico al 60%, il recupero delle superfici intonacate e dell’apparato decorativo e l’ottimizzazione funzionale e percettiva degli spazi da restituire all’istituto scolastico. Sarà riqualificata e restaurata anche una piccola chiesa privata adiacente alla Villa, che verrà utilizzata come sala convegni aperta al pubblico per ospitare iniziative ed eventi.

La vera sfida del progetto è stata quella di progettare interventi strutturali compatibili con il carattere di pregio di un bene culturale ricco di decorazioni. Si è infatti resa necessaria una continua collaborazione tra restauratori e progettisti strutturali per trovare soluzioni che, da un lato, fossero rispettose degli elementi di pregio storico dell’edificio, ma che dall’altro lato garantissero livelli di sicurezza adeguati.

L’uso del BIM, indispensabile non solo ai fini della restituzione grafica dello stato di fatto e di progetto, ma anche per la mappatura degli interventi di restauro, ha reso possibile una migliore comprensione delle geometrie tridimensionali e una maggiore efficienza in fase di progettazione, grazie all’automazione di attività ripetitive e ad un’efficace prefigurazione dell’idea progettuale.

Ad ogni elemento di modello sono stati associati i materiali catalogati durante la fase di rilievo, i parametri relativi alla tipologia di degrado e al corrispondente intervento, per poi estrarre le quantità ai fini della computazione. In fase di analisi, ma anche a fini manutentivi, disporre di un unico collettore di contenuti informativi è risultato un fattore decisivo, a vantaggio della conservazione dell’edificio storico e della qualità globale dell’intervento di restauro.

Il progetto una volta concluso avrà un forte impatto sociale: gli spazi che dagli anni ’50 ospitano le aule dell’Istituto Agrario Piero Strozzi, inagibili dal sisma del 2012, saranno restituiti agli studenti.