Ripensare
il progetto

Visioni ed esperienze di Politecnica per una
“nuova normalità”

Nel 2020 le Persone di Politecnica si sono confrontate con un cambiamento che sta portando ad esigenze diverse nel concepire spazi fisici e modalità d’uso differenti rispetto a quelle a cui siamo tradizionalmente abituati.

Nel contesto di complessità della società attuale e delle sfide che essa pone al mondo della progettazione, il lavoro è sempre più design di processo prima ancora che di forma o spazio; il progettista è chiamato dunque ad un ruolo di maggiore visione e “concettualizzazione”, per realizzare opere al servizio della comunità, dove la cultura del progetto, l’umanesimo e la responsabilità sociale – valori alla base di Politecnica sin dalla sua costituzione – oggi più che mai devono guidare la risposta ai nuovi bisogni, per guardare al futuro con rinnovato entusiasmo.

Ciò vale trasversalmente per tutti gli ambiti in cui Politecnica opera da anni in tutto il mondo: dalle iniziative di rigenerazione urbana, agli sviluppi industriali e produttivi, dalle infrastrutture alla sanità, dalla conservazione e valorizzazione dei patrimoni ambientali e culturali ereditati dal passato, fino alla grande sfida di ripensare il contesto urbano post-pandemico.

La responsabilità del progetto

“Come progettisti abbiamo una responsabilità intrinseca: immaginare ciò che non c’è e che deve essere, per migliorare la qualità della nostra vita e il futuro delle nuove generazioni”

Progettazione accessibile e inclusiva

La progettazione deve farsi promotrice di nuovi stili di vita sostenibili attraverso strutture che garantiscano servizi essenziali, inclusivi e sicuri che siano accessibili a tutti e possano migliorare progressivamente la qualità della vita di tutte le persone, senza alcuna distinzione”

Conciliazione tra vita privata e lavorativa

“Lo smart working o home working emergenziale ha stimolato reazioni rapide ed efficaci che ora è tempo di tradurre in opportunità e soluzioni sostenibili. Se le abitazioni devono restare il nucleo centrale della vita personale e della famiglia, ad un anno di sperimentazione emerge con forza che l’ufficio è il luogo di una nuova, più vigorosa e sincera socialità

Ripensare le città per un nuovo paradigma di vita urbana

“Le città si confermeranno motore della crescita e dell’innovazione di ogni Paese. Il tessuto urbano si offre ricco di spunti, inclusivo e vitale in ogni momento, consentendo quella varietà di funzioni e quella adattabilità al tempo e al genius loci che lo rendono idoneo a dare risposta a breve distanza ai residenti e ai city users che cercano nelle vicinanze di casa o del lavoro opportunità intrecciate per i propri bisogni professionali, familiari e personali”

Spazi che generano nuove opportunità

“Gli edifici e lo spazio pubblico diventano principali generatori di opportunità sociali, economiche e culturali, strutturati quanto basta alla funzionalità ma anche adattabili di volta in volta agli usi, e quindi ai ruoli urbani, che gli utenti sapranno e vorranno dare loro”

Verso un’edilizia sanitaria resiliente

“Stiamo assistendo ad una trasformazione degli ospedali che va oltre il contesto emergenziale e richiede una riflessione diversa e a lungo termine da parte di noi progettisti: le strutture d’ora in poi dovranno essere pronte e conformate per garantire una risposta immediata alle nuove esigenze e urgenze. La nuova tematica è la Resilienza”

Collaborazione pubblico-privato per strutture ospedaliere efficienti

“Diamo vita a progetti e soluzioni concrete: strutture con numerosi punti di igienizzazione, spazi ampi e percorsi differenziati e riservati ai pazienti con patologie infettive, coinvolgendo nel processo formativo le amministrazioni, orientandole all’idea che “prevenire” costa meno nel lungo periodo che “curare””

Infrastrutture sostenibili e inclusive

“Il progetto di un’infrastruttura deve innanzitutto tenere conto degli obiettivi prioritari della comunità, definendo quali e quanti benefici a lungo termine ne possono realmente scaturire, minimizzando, al contempo, gli impatti negativi sulla collettività. La parola determinante è Sostenibilità, in tutte le sue principali accezioni: ambientale, economica e sociale”