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Nuovo Ospedale di Pordenone

L’ospedale etico del futuro a misura d’uomo

Compatto, regolare e modulare, una struttura che si inserisce perfettamente nel contesto urbano, favorendo la Lean Healthcare, puntando su flessibilità e adattabilità di spazi, enfatizzando gli aspetti di umanizzazione e comfort.

L'architettura del nuovo ospedale si adatta in modo armonioso al contesto, integrandosi con il tessuto urbano di Pordenone. La scelta di una volumetria a misura d’uomo, immersa in un’area fortemente urbanizzata, produce effetti positivi anche a livello sanitario integrandosi con la rete socio-sanitaria locale e ponendosi come riferimento per le altre strutture ospedaliere dell’area vasta.

LUOGO
Pordenone, Italia
CLIENTE
Azienda Sanitaria Friuli Occidentale
ANNO
2015 - 2024
SETTORE
Sanità
SERVIZI
Project management
Progettazione
Direzione lavori
Sicurezza
PARTNER
STEAM S.r.l.
Cooprogetti s.c.r.l.
Pinearq S.L.P.
DIMENSIONI
82.500 m² superficie utile

La posizione dell’Ospedale offre un’occasione unica di integrazione nel tessuto urbano, raggiungibile facilmente con il trasporto pubblico o attraverso percorsi ciclabili. Grazie alla conoscenza approfondita del territorio e a un approccio che combina la costruzione di nuovi edifici, la demolizione di strutture esistenti e il restauro di edifici preesistenti, è stato possibile integrare il nuovo distretto ospedaliero nel contesto circostante.

Il continuo dialogo con il contesto ha definito architetture che instaurano un dialogo con il tessuto urbano circostante e danno vita a uno spazio funzionale e accogliente, pensato per le esigenze di pazienti e personale sanitario e cittadini in generale.

Si offre ai cittadini la possibilità di visitare la struttura non solo per motivi legati alla salute, ma anche per usufruire degli spazi comuni. In questo senso, un ruolo cruciale è svolto dalla parte pubblica dedicata alle attività diurne e ambulatoriali, che offre servizi connessi alla cura e alla prevenzione.

L’architettura compatta, regolare e modulare dell’Ospedale si articola in sei corpi di fabbrica identificabili come una piastra dedicata ai servizi generali, sulla quale si elevano quattro elementi fra loro paralleli e separati da spazi verdi che accolgono la maggior parte delle funzioni e dei servizi sanitari. Un’ala dedicata accoglienza e un corpo più basso di due piani dedicato agli outpatients completano il disegno di insieme.

I volumi delle degenze sono arretrati rispetto al corpo ambulatoriale che si affaccia su Via Montereale, in modo da non pesare sull’asse viario cittadino e mantenere un dialogo urbano a scala umana. La presenza di grandi corti consente un’ottimale illuminazione naturale degli ambienti che prevedono la presenza continuativa degli utenti, mettendoli in relazione continua con l’ambiente esterno. Per agevolare l'orientamento all'interno della struttura e promuovere un'atmosfera serena, sono stati progettati spazi che offrono viste panoramiche sui cortili e sulla vegetazione circostante.

La semplicità planivolumetrica, che agevola una chiara separazione dei flussi e permette ottimizzare i percorsi degli utenti che abitano l’Ospedale, è alla base di una strategia che agevole spostamenti diretti e brevi tra i reparti. L’attenta pianificazione dei collegamenti verticali ha permesso non solo di velocizzare gli spostamenti, ma anche la movimentazione AGV e il in generale l’approvvigionamento di materiale sanitario.

Le strategie strutturali adottate per l'Ospedale sono caratterizzate massima semplicità, ma dimostrano di essere estremamente efficaci: dal punto di vista sismico la riduzione delle masse strutturali e la realizzazione di diaframmi di piano consentono una riduzione dell’incidenza dei materiali.

Dal punto di vista impiantistico, per la riduzione dei consumi, il nuovo Polo Tecnologico accoglie sia l’impianto di trigenerazione sia le pompe di calore. L’Ospedale integra un sistema per il recupero energetico del calore che, prodotto da macchinari tecnologici e diagnostici, viene ceduto tramite unità multifunzionali ai reparti che necessitano di calore. L’uso di reti primarie con un salto termico elevato, ha permesso l’utilizzo di condotti di diametro inferiore.

                    

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