





Il Duomo di Finale rinasce, riconsegnando alla città un tesoro artistico danneggiato dal sisma del 2012. Un intervento per ridare un’identità, un’immagine armoniosa senza però dimenticare il passato.
Il Duomo di Finale, uno dei principali luoghi di culto della città. La conservazione e la trasmissione delle tracce dei recenti eventi sismici, hanno guidato la progettazione con l’obiettivo di minimo intervento, privilegiando tecnologie tradizionali e compatibili con quelle esistenti. L’intento originario di progetto è stato quello di un “un leggier variato colore che proporzionatamente disposto fa viappiù rissaltare il ben inteso dissegno” da ACAMo, Documentazione parrocchiale, Finale Emilia, 15 febbraio 1807.
La chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, situata nel centro storico, danneggiato dagli eventi sismici del 2012, colpendo la struttura architettonica, l’apparato pittorico decorativo e le opere artistiche interne quali altari e cantoria lignea. Tra i danni più evidenti: il crollo della porzione sommitale della facciata principale e della retrostante volta in legno e gesso della navata centrale, il crollo delle volte in muratura delle navate laterali, ed un esteso stato fessurativo sulla volta dell’abside e lungo tutto il fusto del campanile. La conservazione e la trasmissione nel tempo delle tracce dei recenti eventi sismici, hanno guidato l’intera progettazione verso interventi limitati al minimo intervento e come trasformazioni che si inseriscono come un’ulteriore stratificazione della storia del Duomo.
Durante la fase di progettazione sono stati approfonditi gli aspetti morfologici-strutturali, anche mediante prove strumentali, al fine di raggiungere un livello di conoscenza approfondito che ha permesso di individuare gli interventi di ripristino e consolidamento volti a sanare le vulnerabilità messe in evidenza dal sisma e a incrementare le prestazioni della struttura conseguendo un miglioramento sismico. All’interno dell’abside è stato studiato un intervento che prevede elementi di rinforzo in fibra di vetro sopra le nervature estradossali e un cordolo in acciaio perimetrale per esplicare le funzioni di cerchiaggio e di contenimento delle spinte verso l’esterno.
Preliminarmente agli interventi di consolidamento strutturale è stato necessario realizzare strutture di protezione specifiche in corrispondenza degli altari, della cantoria, degli intonaci decorati e degli stucchi ornati. Al fine di restituire il Duomo al patrimonio culturale della città sono state ricollocate in sito le opere interne e colmate le lacune degli elementi decorativi per restituire un’immagine unitaria e armonizzata che il sisma aveva cancellato. Un altro tema di rilievo è stato il restauro del coro ligneo e dell’organo su cantoria, entrambi elementi di pregevole fattura danneggiati dai crolli, per i quali sono stati eseguiti interventi specialistici.
Il progetto di restauro del Duomo si è confrontato con il tema della “ricostruzione” che in molti casi è stato possibile grazie a rilievi geometrici e fotografici antecedenti al sisma, mentre in altri si è tradotto in una ricerca volta a trovare il giusto equilibrio con gli elementi superstiti. La ricostruzione della facciata è l’intervento che contraddistingue oggi la storia di Finale Emilia e del suo territorio, la traccia dell’evento traumatico è uno dei “segni” che il tempo ha lasciato e come tale deve essere mantenuto per rispondere alla conservazione della memoria non solo fisica, ma anche simbolica. Il dialogo tra la muratura esistente e quella nuova è stato armonizzato, senza annullarne la differenziazione.
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