




Nuovi spazi recuperati all’interno del complesso austriaco originariamente costruito per ospitare tutto il processo di fabbricazione del pane dalla conservazione del grano nei maestosi edifici silo, fino alla cottura e la distribuzione tramite la ferrovia.
Il restauro del Silos di Levante, della Casa del Capitano e della guardiania consente di offrire all’università aule studio e al quartiere e alla città spazi espositivi per mostre temporanee all’interno dei silos novecenteschi in cemento armato, spazi ricettivi, ambulatori cittadini e una sede della polizia municipale nonché la possibilità ai visitatori di conoscere ed approfondire un pezzo di storia locale.
L’intervento di restauro del Silos di Levante, Casa del Capitano e Guardiania fa parte di un progetto più ampio di riqualificazione architettonica e urbanistica del quartiere Veronetta promosso dal Comune di Verona che comprendeva altri due lotti funzionali: restauro di Palazzo Bocca Trezza e rifunzionalizzazione dell’Ex-Caserma Passalacqua.
Il complesso dell’Ex-Caserma Santa Marta è costituito da tre edifici monumentali: il Silos di Levante, il suo gemello Silos di Ponente e la Provianda (ex- panificio), e da due minori: Casa del Capitano e Guardiania. Nel 2012, a seguito dei lavori di restauro, sono stati consegnati all’uso dell’Università degli Studi di Verona gli edifici della Provianda a del Silos di Ponente.
Gli interventi già realizzati hanno costituito un punto di riferimento imprescindibile per il recupero degli altri tre edifici oggetto di intervento, e, vista la storia evolutiva comune e correlata degli edifici del complesso, si è ritenuto opportuno allinearsi alle scelte adottate nel recente restauro, nell’ottica di preservare un’immagine complessiva, architettonica e paesaggistica unitaria ormai consolidata e fortemente caratterizzante l’intero contesto.
Non di meno però, il progetto è stato sviluppato a partire da un’analisi dettagliata dello stato di conservazione degli elementi architettonici e di finitura degli edifici esistenti al fine di preservarne anche le caratteristiche specifiche e le stratificazioni più recenti.
Il Silos di Levante ospiterà alcune sale studio destinate all’Università di Verona e, nella parte di edificio dove sono presenti i silos in cemento armato, spazi espositivi.
Il piano terra invece avrà un carattere più pubblico e flessibile accogliendo anche una zona ristoro. Collocata in posizione baricentrica rispetto agli edifici del complesso e affacciata su due lati, funge da filtro e da punto di incontro tra le attività interne e quelle ricreative esterne.
Sono state studiate tre diverse modalità di fruizione dell’edificio: quella espositiva/museale che si snoda attraverso le nuove passerelle metalliche all’interno dei silos in cemento armato e porta il visitatore a scoprire, attraverso punti di vista insoliti, il sistema di stoccaggio e il “percorso” del grano all’interno del silo stesso; quella degli utenti delle sale studio dell’Università che possono raggiungere i locali attraverso il corpo scale centrale e quella degli utenti della zona ristoro. Tutti i percorsi sono stati resi accessibili anche per persone con ridotte capacità motorie.
Durante i lavori di restauro e in particolare durante gli scavi finalizzati al consolidamento delle fondazioni, è emersa la possibilità di realizzare un accesso dal piano terra ad un sistema di cunicoli di epoca austriaca, presenti al piano interrato che collegano il Silos di Levante al Silos di Ponente. Sono stati inoltre messi in luce e lasciati visibili all’interno dello locale ristoro e in un ambiente di collegamento agli spazi espositivi, le strutture fondazionali e controterra dei silos austriaci rimossi nel secondo dopoguerra.
Il progetto impiantistico è stato sviluppato nel rispetto degli standard normativi per garantire il miglior confort interno per gli occupanti. Per rispettare maggiormente la materia storica si è deciso di posizionare le distribuzioni impiantistiche orizzontali e verticali a vista e non in traccia prestando molto cura ai dettagli esecutivi a alle possibili interferenze con la fabbrica storica. È stato pertanto possibile conservare anche tutte le superfici di finitura esistenti sia a parete che a pavimento.
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