




Nell’ambito delle iniziative intraprese da Enel per ottimizzare lo sfruttamento della risorsa geotermica è stato messo a punto il progetto di realizzazione di una nuova centrale geotermoelettrica 4.
Il complesso geotermico si trova nel Comune di Santa Fiora, tra i fiumi Albegna e Fiora, che separa l ’Amiata dal Monte Labbro. La prossimità alle altre centrali Bagnore 2 (oggi stazione elettrica) e Bagnore 3 (centrale costruita a fine anni novanta) permette di avere una precisa fisionomia architettonica dove l’architettura della centrale si inserisce perfettamente nel territorio, affiancato anche alle attività turistiche specifiche e tipiche dell’area.
La centrale Bagnore 4 riveste il ruolo di naturale potenziamento del sito produttivo per lo sfruttamento del bacino geotermico del monte Amiata sul versante sud-occidentale, in adiacenza alla pre-esistente centrale Bagnore 3. Il progetto prevede che i due impianti dialoghino reciprocamente, formando un unico complesso geotermico per la produzione di energia elettrica (funzionalmente indipendenti).
Le centrali di Bagnore 3 e Bagnore 4 sono collegate da un percorso turistico, con oltre 700 metri di camminamenti, impiantistica dimostrativa, pannelli informativi e un belvedere, sempre aperto e fruibile gratuitamente.
Con un piazzale di circa 7.000 metri quadrati, la centrale di Bagnore risulta essere tra i più grandi impianti italiani per la produzione di energia elettrica da fonte geotermica, con un eccellente rapporto tra potenza nominale e superficie di impianto. Il progetto ha integrato le opere di ingegneria con relativa viabilità di accesso e interventi di mitigazione e compensazione degli impatti generati.
Un complesso sistema di drenaggio profondo, opere di sostegno e presidio, regimentazione delle acque superficiali hanno consentito non solo di mettere in sicurezza un versante con criticità idrogeologiche di medio-alto livello, ma anche di realizzare le opere di impianto su fondazioni superficiali, ottimizzando le fasi di cantiere. La quasi totalità delle strutture in elevazione sono realizzate in carpenteria metallica verniciata per una maggiore compatibilità ambientale (100% riciclabile) ed una più facile dismissione al termine della vita utile dell’impianto. La passerella pedonale a larghezza variabile ed il camino di altezza 30 metri sono opere di valore ingegneristico ed architettonico.
Tra le opere complementari, degni di nota sono i percorsi turistici-didattici che si sviluppano intorno alla centrale con passerella panoramica sulla vallata. I percorsi si intrecciano con le tubazioni di trasporto della risorsa geotermica, permettendo al visitatore di scoprire i segreti della centrale.
Le opere a verde, che interessano un’area di oltre 8 ettari, mitigano l’impatto visivo di alcune parti dell’impianto, contribuendo alla ricucitura tra l’assetto naturale pre-esistente e il sito di produzione. Il tetto verde del locale quadri/controllo, il rivestimento di tutte le opere in calcestruzzo con materiali naturali (pietra e legno), le pavimentazioni esterne di colore chiaro e la schermatura di elementi verticali con pannellature in lamiera microforata in acciaio auto-protettivo sono esempi della cura per le finiture e per gli aspetti architettonici che hanno caratterizzato il progetto.
La centrale è costituita da 2 gruppi da 20 MW, per una potenza complessiva di 40 MW, che affiancano il gruppo esistente da 20 MW di Bagnore 3, realizzato nel 1998. La produzione annua di energia elettrica da fonte rinnovabile di Bagnore 4 è di circa 310 milioni di KWh. La produzione di Bagnore 4 permette un risparmio annuo pari a 70mila TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) e alle conseguenti emissioni di gas climalteranti, al netto di quelle prodotte naturalmente da ogni manifestazione geotermica.
La centrale di Bagnore 4 è dotata di due impianti AMIS (Abbattimento Mercurio e Idrogeno Solforato) e di un innovativo impianto per l’abbattimento dell’ammoniaca, operativo sia per Bagnore 3 che per Bagnore 4. Al momento della costruzione, Bagnore 4 è stato uno degli impianti più innovativi e tecnologici al mondo, dotato di un sofisticato sistema di monitoraggio, tele-diagnostica e regolazione dei pozzi.
Durante la fase di progettazione sono state coinvolte circa 130 persone di varie società italiane di ingegneria ed architettura.
A regime, la centrale ha consentito di incrementare l’organico di Enel Green Power di circa 40 persone nel contesto del piano di assunzioni dell’azienda. Tutti i materiali utilizzati per la realizzazione della centrale sono “Made in Italy”. La geotermia è l’unica rinnovabile il cui processo è completamente italiano, dalla fase di ricerca ed esplorazione alla perforazione, fino alla produzione e manutenzione.
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