














L’Ex fornace Piva torna a una nuova vita grazie al progetto del polo culturale che accoglierà il Nuovo Museo del Territorio. Gli spazi interni sviluppati su due piani saranno dedicati a nuove funzioni museali ed educative: spazi espositivi, laboratori, aule, bookshop.
Il recupero dell’edificio industriale renderà di nuovo accessibile a tutti i cittadini uno spazio fino ad ora dismesso, diventando un museo interattivo. Uno spazio totalmente rifunzionalizzato, grazie alla creazione di spazi flessibili per potersi adattare alle diverse funzioni previste. Un progetto reso possibile dall’uso della metodologia BIM tramite droni e laser-scanner per le attività di rilievo.
La Fornace Piva ha una storia che inizia nel ventesimo secolo: nasce con l’intento di dare nuova forza alla produzione di laterizi per poi essere utilizzata come deposito e vendita di materiale edilizio. Negli ultimi decenni, priva di copertura e dell’originaria destinazione produttiva, rappresentava un volume non utilizzabile, se non per eventi all’aperto. L’obiettivo di progetto è quello di valorizzare il patrimonio dell’edificio originario, accompagnando il visitatore in un percorso alla riscoperta del passato.
L’intervento di restauro e rifunzionalizzazione mira a coniugare al proprio interno alta tecnologia, innovazione, ottimizzazione funzionale e spaziale, oltre a raggiungere elevati livelli di attrattività e comfort che possano accompagnare le persone nella nuova realizzazione e alla riscoperta del manufatto esistente.
Gli spazi interni si sviluppano su due livelli e i vari ambienti sono stati pensati per essere utilizzati da studenti e cittadini. La flessibilità interna garantirà la convivenza della funzione museale con quelle destinate alla didattica, alla sala conferenza e ai servizi per il pubblico in generale. L’utilizzo di materiali come l’acciaio e il legno ha permesso di avere una visione materica dell’insieme, garantendo piacevolezza e la fruizione di ampi spazi luminosi e accoglienti.
Il recupero e il restauro delle facciate in pietra è uno degli aspetti centrali del progetto, mentre la trasparenza è il principio sul quale ci si è concentrati maggiormente allo scopo di presentare il nuovo museo come un ampio, contemporaneo, volume trasparente, in contrasto con le caratteristiche storicizzate dell’originario involucro.
La ciminiera, non più presente, è stata riproposta secondo le dimensioni originarie in pianta e in alzato, secondo una nuova volumetria stilizzata e simbolica, così da costruire un importante landmark urbano per la città di Riccione.
Il Museo del Territorio di Riccione affronta importanti tematiche energetiche e ambientali: le murature storiche sono state infatti studiate, non solo per garantire un intervento di restauro delle superfici, ma anche con lo scopo di contribuire al miglioramento delle condizioni microclimatiche interne. Il nuovo volume è realizzato interamente a secco per mezzo di uno scheletro strutturale in acciaio e l’adozione di solai intermedi e di copertura in legno con tecnologia X-LAM. A tale scelta sono abbinate le facciate vetrate, costituite da ampie superfici trasparenti ottenute per mezzo di vetri basso-emissivi e selettivi con importanti valori di termini energetici.
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