













Un intervento di recupero che trasforma un edificio storico milanese in una sede universitaria contemporanea, integrando restauro, innovazione tecnica e sostenibilità.
Nel centro di Milano, Palazzo Mercalli è stato oggetto di un articolato intervento di riqualificazione volto a rifunzionalizzare l’ex Pensionato Cardinal Ferrari, progettato da Cesare Nava nel 1923. Il complesso, oggi di proprietà dell’Università degli Studi di Milano, accoglie nuove funzioni amministrative e didattiche, con uffici, aule, sale studio e locali archivio, nel rispetto dell’identità architettonica originaria.
LEED® Gold in corso
L’intervento nasce dall’esigenza dell’Ateneo di concentrare in un’unica sede attività amministrative e spazi per la didattica, migliorando l’efficienza gestionale e la fruibilità dell’edificio. Il progetto ha perseguito tre obiettivi principali: adeguare il complesso alle normative vigenti in materia di sicurezza, accessibilità, prevenzione incendi ed efficienza energetica; riorganizzare la distribuzione interna per accogliere nuove funzioni; valorizzare il patrimonio edilizio storico attraverso soluzioni compatibili, minimamente invasive e rispettose del rapporto dell’edificio con il tessuto urbano milanese.
La riqualificazione ha interessato l’intero complesso, articolato in più corpi di fabbrica disposti attorno a tre cortili interni. Gli spazi sono stati ridisegnati per ospitare uffici amministrativi, aule didattiche, sale studio, aree ristoro e archivi, eliminando superfetazioni e frazionamenti impropri accumulati nel tempo. Il progetto ha previsto il restauro delle facciate storiche decorate a graffito, il recupero di pavimentazioni originarie in marmette di cemento policromo e la valorizzazione di elementi decorativi interni, tra cui l’“Aula del Dipinto”. Parallelamente, sono stati realizzati interventi strutturali e di miglioramento sismico, nuovi nuclei scala e ascensore, il consolidamento delle fondazioni, il rinforzo dei solai e il recupero delle coperture. La gestione del processo mediante metodologia HBIM ha supportato il coordinamento tra discipline, la mappatura del degrado e la predisposizione di uno strumento utile alla futura manutenzione dell’edificio.
Le strategie energetiche sono state integrate con attenzione nel contesto storico dell’edificio, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni senza alterarne l’immagine architettonica. L’involucro è stato efficientato attraverso un cappotto interno, un vespaio aerato e una nuova copertura ventilata con sistema isolante sotto coppo. Gli impianti di climatizzazione ad alta efficienza utilizzano pannelli radianti a soffitto, aria primaria a portata variabile, recuperatori di calore e un sistema automatizzato di supervisione e controllo. Il progetto comprende inoltre soluzioni per il comfort acustico, la razionalizzazione degli impianti elettrici e interventi di bonifica ambientale, contribuendo al percorso verso la certificazione LEED® Gold.
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