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Recovery Art Palmanova

Un rifugio per la memoria culturale nella città stellata

Da ex caserma a Recovery Art. Un’infrastruttura culturale della cura, dove il restauro architettonico diventa protezione attiva del patrimonio.

Nel cuore della città-fortezza di Palmanova, patrimonio UNESCO, l’Ex Caserma Montezemolo si trasforma in un nuovo polo dedicato alla protezione, alla cura e alla valorizzazione del patrimonio culturale. Recovery Art Palmanova integra restauro degli edifici storici, adeguamento sismico e nuova costruzione per dare forma a un’infrastruttura specializzata nel ricovero, nella messa in sicurezza e nel restauro delle opere d’arte colpite da calamità naturali, affiancata da nuovi spazi culturali aperti alla città.

LUOGO
Palmanova, Italia
CLIENTE
Comune di Palmanova
ANNO
2023 – in corso
SETTORE
Musei e cultura
Restauro e Archeologia Industriale
Rigenerazione Urbana
SERVIZI
Project management
Progettazione integrata
Direzione lavori
PARTNER
Cooprogetti
Studio Pessina Lanza Architettura+Ingegneria
Archest
ARE-CON
SAMA Scavi Archeologici
DIMENSIONI
5.538 m2

Recovery Art Palmanova nasce dalla rifunzionalizzazione del Compendio Ex Caserma Montezemolo, all’interno della città-fortezza di Palmanova, patrimonio UNESCO e straordinaria testimonianza del sistema difensivo veneziano. In un contesto in cui l’intera struttura urbana assume un valore storico e culturale eccezionale, il progetto trasforma un complesso militare dismesso in un polo specializzato per la salvaguardia del patrimonio artistico in situazioni di emergenza.

L’intervento rientra nel PNRR – Missione 1, Componente 3, Investimento 2.4, dedicato alla sicurezza sismica, al restauro del patrimonio culturale e alla creazione di siti per il ricovero delle opere d’arte colpite da calamità naturali.

Il progetto affianca alla tutela del patrimonio costruito una nuova funzione di interesse nazionale: un luogo in cui le opere possano essere accolte, messe in sicurezza, trattate e restaurate, ma anche un sistema di spazi capace di restituire alla città parte dell’antico complesso attraverso nuove attività culturali e collettive. La vocazione storicamente difensiva di Palmanova viene così reinterpretata in chiave contemporanea: una città nata per proteggere i propri confini diventa oggi un luogo deputato a custodire la memoria culturale del Paese.

L’intervento si articola in tre componenti principali: il nuovo edificio Recovery Art, destinato a ospedale delle opere d’arte; il recupero dell’edificio CM1, riconvertito in centro culturale; e il recupero del fabbricato CM2, destinato anche a deposito di reperti visitabili. Restauro e nuova costruzione lavorano così come parti di un unico sistema, nel quale funzioni altamente specialistiche convivono con spazi dedicati alla cultura e alla fruizione pubblica.

Il nuovo Recovery Art, di 2.580 mq, accoglie aree per la ricezione e il carico-scarico delle opere, depositi e depositi controllati, laboratori per la messa in sicurezza, spazi per trattamento, decontaminazione e anossia, oltre a uffici, locali tecnici, sale riunioni e zone espositive. L'organizzazione degli ambienti deriva da un modulo base di 4,25 × 5 metri, coordinato con il passo strutturale della facciata, che consente di coniugare ordine distributivo e massima flessibilità organizzativa.

Negli edifici storici, il progetto assume invece il restauro come strumento di rigenerazione attiva. L’adeguamento sismico e la riqualificazione strutturale si accompagnano alla conservazione della struttura originaria e degli elementi di valore, mentre nuovi spazi espositivi, auditorium, aree per incontri, foresteria, caffetteria e servizi culturali introducono funzioni compatibili con l’identità del complesso. Gli ambienti sono progettati per rimanere il più possibile flessibili e adattabili, così da poter evolvere nel tempo insieme alle esigenze culturali e collettive.

La riqualificazione del Compendio Montezemolo integra la tutela del patrimonio esistente con criteri di sostenibilità ambientale, efficienza impiantistica e durabilità degli interventi. Il progetto prevede l’applicazione dei criteri DNSH e CAM e l’impiego del BIM come strumento di supporto alla progettazione e alla gestione coordinata della complessità dell’intervento.

Negli edifici restaurati, la flessibilità distributiva viene sviluppata nel rispetto dell’efficienza dei sistemi impiantistici, mentre il recupero e la rifunzionalizzazione delle strutture esistenti consentono di coniugare conservazione, sicurezza e nuove prestazioni d’uso.

Su questa ultima sezione farei però un approfondimento prima della pubblicazione: i due PDF non riportano valori relativi a consumi, fonti rinnovabili, prestazioni dell’involucro, sistemi HVAC o eventuali certificazioni ambientali. Se hai una relazione tecnica, CAM/DNSH o impiantistica, anche molto lunga, posso ricavare da quella una sezione “Aspetti energetici e ambientali” decisamente più concreta e in linea con quelle degli altri progetti del sito.

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