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ARS District - Parco Arsenale | Verona

La cultura come motore per la rigenerazione urbana

Spazi didattici e di laboratorio artistico, mostre, seminari e funzioni museali, biblioteca e aree ricreative, foresteria e spazi di accoglienza, recupero del parco urbano e delle aree esterne connesse alla rigenerazione e connessione con la città

Il complesso dell’ex-Arsenale Asburgico di Verona è collocato nel pieno centro della città, nella parte meridionale di una penisola delimitata dall’ansa del fiume Adige. Ultimato nel 1866, l’Arsenale è stato originariamente concepito in funzione di una riorganizzazione del sistema militare ed industriale. Oggi utilizzato solo parzialmente, è stato oggetto di un programma di rigenerazione urbana inaugurato dal Comune di Verona “ARS District, Distretto dell’Arte, che mira a restituire alla cittadinanza e ai turisti, attraverso una molteplicità di funzioni culturali e ricreative, un importante sito dismesso, rivitalizzato anche grazie a fondi europei.

LUOGO
Verona, Italia
CLIENTE
Comune di Verona
ANNO
2020/2021 – in corso
SETTORE
Musei e Cultura, Residenze
SERVIZI
Rilievo e indagini
Progettazione integrata
PARTNER
F&M Ingegneria,
De Vita&Schulze Architetti,
COPRAT,
SAMA Scavi Archeologici,
Monica Endrizzi Restauro Artistico Conservativo,
GDS Studio di Stefani Gianni
DIMENSIONI
27.500

Il quartiere di Borgo Trento, prossimo al fiume Adige, è un’area altamente urbanizzata e densa. In questo scenario si colloca il Distretto artistico dell’Arsenale, che assume a livello di rigene¬razione un ruolo centrale configurandosi come un corpo ricco di ampi spazi verdi, confinati ad oggi tra padiglioni che compongono il complesso, ma che si espanderanno fino a rappresenta¬re un tema centrale nel verde cittadino. L’obiettivo primario quello di riaprire il parco alla città, attraverso la strutturazione di aree, il ristabilimento della gerarchia tra i percorsi, tra cui quello che collega il quartiere di Borgo Trento e il cuore della città, passando attraverso il Ponte di Castelvecchio.

L’impianto dei padiglioni dell’Arsenale si articola in 14 corpi di fabbrica dai caratteri architetto­nici e dai materiali tipici della tradizione costruttiva scaligera. Seguendo la logica del minimo intervento, con lo scopo di mantenere l’autenticità dei luoghi, si è tenuto in considerazione il senso insediativo, compositivo e di memoria storica dell’intera area. Il complesso sarà compo­sto da grandi aree verdi per attività artistiche, sportive e ludiche. Un parco lineare, una quinta verde che “racchiude” i vari edifici aventi diverse funzioni: laboratori, spazi per eventi sociali e di networking, aule per l’Accademia di Belle Arti (particolare attenzione alla scenografia e sce­notecnica), oltre a spazi di co-working, museali, depositi visitabili del Museo di Castelvecchio e di Storia Naturale, spazi per mostre e convegni e il mercato urbano. ARS District - Parco dell’Arsenale mira a diventare il cuore pulsante della città di Verona e di tutti i suoi cittadini. La cultura come motore di recupero.

Un attento studio strutturale ed impiantistico, è stato svolto riguardo al tema della flessibilità che ha assunto un ruolo determinante nei dehors coperti e negli spazi destinati ad eventi culturali. Gli elevati livelli di flessibilità adottati faciliteranno la gestione degli ambienti sia nel breve/medio periodo che per future riconversioni. Per gli impianti sono state adottate soluzioni che garantiscono adeguati requisiti di funzionalità e comfort. I sistemi rispondono al criterio di economicità gestionale, oltre ad una facile manutenzione e controllo. Gli spazi per mostre, aree museali e allestimenti, oltre agli aspetti tecnici derivanti dalle applicazioni tecnologiche e di benessere acustico, hanno impianti di climatizzazione con alto controllo dell’umidità, per la corretta conservazione ed esposizione delle opere artistiche. Molto importante il tema della salubrità degli spazi comuni con funzioni teatrali, destinati ad ospitare convegni, sono state studiate soluzioni per rispondere al tema delle ondate pandemiche.

Il progetto si articola in diverse fasi d’intervento, durante il primo stralcio gli edifici sono stati ri­levati con strumentazioni LIDAR, portando lo stato di fatto nel modello tramite nuvole di punti che sono state realizzate per ogni edificio. La ricchezza storica del Compendio ha richiesto un processo BIM “customizzato” nei confronti della materia storica e dei vincoli semantico-in­terpretativi: le nuvole dei punti per ogni edificio hanno permesso la lettura dettagliata delle stratificazioni costruttive e l’individuazione delle singole unità stratigrafiche. Grazie al supporto della metodologia BIM si è riusciti a tenere sotto controllo e a verificare eventuali interferenze interdisciplinari sui 14 edifici progettati in modo da raggiungere gli standard prefissati. Il project control è stato costantemente valutato con una visione interdisciplinare al fine di garantire un risultato ottimale in termini di economicità sia in fase progettuale che di cantiere.

A partire dall’edificio che dà accesso al Complesso e che consente di accedere ai diversi servizi, comprese le aree verdi circostanti, è stato attivato il Protocollo GBC-HB® volto al rag¬giungimento di soluzioni progettuali sostenibili e di un significativo miglioramento prestazionale energetico salvaguardando caratteri tipologici e costruttivi. Grazie alla metodologia BIM, è sta¬to possibile predisporre un modello di gestione degli aspetti ecologici ed ambientali che potrà essere utilizzato dai futuri fruitori della struttura.

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