









Il recupero dell’ex Centrale ENEL restituisce a Modena un teatro contemporaneo da 210 posti, integrando conservazione, sicurezza strutturale, comfort ambientale e tecnologie sceniche avanzate.
Nel cuore del comparto ex AMCM, il recupero dell’ex Centrale ENEL trasforma un’importante testimonianza dell’architettura industriale modenese nel nuovo Teatro delle Passioni. Il progetto coniuga il restauro dell’edificio storico con l’inserimento di nuovi volumi, strutture e dotazioni tecnologiche, dando forma a una macchina teatrale efficiente e flessibile, capace di accogliere pubblico, artisti e produzioni contemporanee.
Il nuovo Teatro delle Passioni nasce all’interno del programma di rigenerazione urbana del comparto ex AMCM, un’area strategica per la ricomposizione del tessuto urbano di Modena e per la valorizzazione della “Città giardino” del primo Novecento. Finanziato nell’ambito del programma Next Generation EU – PNRR, l’intervento contribuisce al recupero del patrimonio costruito e alla riduzione del consumo di suolo, restituendo alla comunità un edificio a lungo sottratto alla vita urbana.
Realizzata in più fasi tra il 1912 e il 1955 e sottoposta a vincolo monumentale, l’ex Centrale ENEL rappresenta una significativa testimonianza dell’identità industriale della città. L’obiettivo del progetto è preservarne i caratteri architettonici e materici, adattandola alle esigenze di un teatro contemporaneo attraverso interventi riconoscibili, compatibili e rispettosi della preesistenza.
Il programma funzionale prevede una sala da 210 posti, il palcoscenico, le quinte, i camerini e gli spazi tecnici, insieme alle aree dedicate all’accoglienza del pubblico, come foyer, biglietteria, guardaroba e servizi. Restauro, adeguamento sismico, qualità acustica, accessibilità e innovazione scenotecnica concorrono così alla realizzazione di un nuovo polo culturale pienamente integrato nella città.
Il progetto trasforma l’ex Centrale ENEL in un organismo unitario, nel quale architettura storica, nuove strutture e tecnologie teatrali dialogano in modo riconoscibile. Un rilievo laser scanner ad alta precisione e il successivo processo Scan-to-BIM hanno permesso di ricostruire la complessità dell’edificio, sviluppando un gemello digitale integrato per il coordinamento delle diverse discipline.
La nuova sala da 210 posti è progettata per garantire visibilità, comfort ed ergonomia, attraverso una disposizione calibrata delle sedute. Ai lati del palcoscenico, le quinte a tripla altezza e un ampio portale consentono la movimentazione delle scene e delle attrezzature.
La hall principale riunisce biglietteria, guardaroba e spazi di accoglienza con superfici trattate acusticamente. La hall secondaria, oggi interamente tinteggiata di bianco, ne riprende l’essenzialità. I camerini comprendono cinque moduli accessibili, spogliatoi e servizi, organizzati attraverso percorsi separati da quelli del pubblico.
Sul piano strutturale, un nuovo giunto sismico separa la platea dal corpo del palcoscenico e della torre scenica. Il boccascena è stato liberato mediante travi reticolari in acciaio, mentre una nuova torre in calcestruzzo armato accoglie impianti e spazi di servizio, contribuendo alla sicurezza dell’intero complesso.
I nuovi corpi – il collegamento tra torre e teatro, la foresteria e i camerini – sono invece rivestiti in lamiera grigio antracite, affermando la propria contemporaneità senza entrare in competizione con la preesistenza.
Le facciate storiche sono restaurate con malte di calce e terre naturali, mentre i nuovi serramenti riproducono il disegno industriale originario, assicurando elevate prestazioni termoacustiche.
Il teatro è completato da un’infrastruttura scenotecnica digitale che coordina illuminazione scenica, proiettori LED e sistemi di gestione della sala, adattando gli spazi alle diverse configurazioni e alle esigenze delle produzioni.
Il recupero dell’ex Centrale ENEL assume la rigenerazione del patrimonio esistente come prima strategia di sostenibilità: evita nuovo consumo di suolo, prolunga il ciclo di vita dell’edificio e conserva una testimonianza dell’archeologia industriale modenese.
L’intervento rispetta i Criteri Ambientali Minimi e il principio DNSH – Do No Significant Harm. L’involucro è stato riqualificato attraverso l’isolamento di pareti e coperture, contropareti interne ad alte prestazioni e nuovi serramenti a taglio termico, conciliando efficienza energetica, comfort acustico e tutela dei caratteri storici.
Sala, palcoscenico e torre sono serviti da sistemi a tutt’aria con controllo della CO₂ e free cooling. Foyer e camerini adottano invece pannelli radianti a pavimento alimentati da pompe di calore ad alta efficienza, per assicurare comfort uniforme e ridurre la rumorosità.
La progettazione integra inoltre qualità dell’aria, comfort acustico e gestione intelligente dell’illuminazione. I sistemi LED ad alta efficienza e il controllo automatizzato degli scenari luminosi permettono di modulare i consumi in relazione all’effettivo utilizzo degli spazi.
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