




Il complesso sarà un polo di eccellenza punto di riferimento in Europa nella ricerca delle scienze biomediche, ospiterà dipartimenti ospedalieri ad altissima tecnologia e aree didattiche destinate alla formazione universitaria.
Il progetto definisce l’ampliamento di una struttura esistente integrandola con 115.000 metri quadri che garantiscono un totale di 789 posti letto. Il nuovo Zealand University Hospital diventerà un polo universitario delle scienze biomediche ad altissima tecnologia trasformandolo nell’ospedale più grande della regione e tra i maggiori del Nord-Europa. In quest’ambito ha giocato un ruolo fondamentale l’uso di tecnologie di prefabbricazione edilizia: la struttura è composta da travi solai prefabbricati in c.a., mentre la facciata è un sistema di pannelli modulari, garantendo isolamento e tenuta in linea con i più avanzati requisiti europei del Building Class 2020. Un ospedale integrato con il paesaggio, flessibile e modulare in cui la prefabbricazione è prioritaria.
BIM&DIGITAL 2020 - 1° Posto Cat. Infrastrutture
IFHE INTERNATIONAL 2020 - 2° Posto Cat. Ospedali
DGNB® Silver
L’integrazione con il paesaggio è il primo elemento che rende sostenibile un progetto di tali dimensioni. Tale obiettivo è stato raggiunto definendo un sistema verde integrato nel progetto, un’attenta selezione di specie arboree autoctone per la creazione di percorsi tematici, sia nelle corti interne che esterne, pensati come percorsi di cura per il paziente. Grazie a uno studio bilanciato e diversificato delle facciate ha permesso. Il nuovo ospedale risulta perfettamente inserito, connesso inoltre nel tessuto urbano su larga scala da un sistema di mobilità intermodale.
Le scelte architettoniche e funzionali ricuciono il nuovo e l’esistente in un’unica soluzione architettonica e funzionale, raggiungendo un’unità compatta, efficiente e flessibile, composta da quattro edifici torre. L’ospedale conta 789 posti letto a stanza singola, ai quali si aggiungono quelli destinati alla terapia intensiva e a patologie neonatali. Tra le funzioni specifiche vale la pena di citare i 5 bunker di radioterapia; le 5 sale di emodinamica e 16 sale operatorie; i 22 locali per la diagnostica per immagini oltre a 134 ambulatori.
La gestione dei flussi interni è stata oggetto di studio volto a massimizzarne l’efficienza anche attraverso le strategie di wayfinding che permettono di comprendere rapidamente le logiche distributive attraverso un orientamento guidato da colori, materiali e segnaletica nelle aree di accoglienza.
Gli ambienti garantiscono al paziente comfort e qualità nel suo percorso di cura; i materiali, i colori e il dimensionamento degli spazi sono studiati per rassicurarlo. Ad ogni livello di degenza sono previste aree di relax, dove è possibile godere del paesaggio naturale esterno. Attenzione al comfort e alla percezione del paziente che passa anche dalla selezione di materiali naturali.
L’edificio è classificato Low Energy Building, con potenza termica dispersa per trasmissione inferiore ai 6W/mq e un consumo massimo di energia di 33 kWh/mq anno. L’obiettivo legato al risparmio energetico è stato conseguito tramite un approccio integrato:
L’obiettivo è il raggiungimento della massima efficienza energetica per il sistema edificio-impianti, e la riduzione dell’impatto ambientale che, ha coinvolto il sistema di certificazione DGNB (German Sustainable Building Council) tarando la progettazione sul livello SILVER.
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