




Un ospedale che “respira”. Facile da raggiungere in treno, auto o tram, con percorsi minimizzati e massima assistenza al paziente. Un luogo dove la ricerca vive accanto alla cura.
Una macchina perfetta, all’avanguardia, con sale operatorie pensate per ospitare robot guidati da chirurghi che operano a distanza. Il primo ospedale italiano “post-Covid”, che si può smontare e rimontare, per offrire in pochi minuti reparti blindati.
Il Nuovo Polo Ospedaliero di Padova Est si colloca nel quadrante est della città di Padova, nel quartiere San Lazzaro, connesso con la provincia e la città di Padova tramite infrastrutture di viabilità multimodali. Oltre 200.000 metri quadrati, di cui circa 144.000 destinati alle funzioni sanitarie e di supporto – con 963 posti letto previsti e 58 primari in servizio – e oltre 24.000 destinati alla ricerca e alla didattica.
Avanzato, accogliente e punto di riferimento per la comunità, basato su un disegno attento agli ambienti e alla fluidità delle relazioni con il paesaggio circostante: così il nuovo Ospedale di Padova tiene in equilibrio la sfera sociale e quella ambientale. Alla base c’è la conoscenza del territorio, dei vincoli, delle problematiche legate all’area di progetto, del rapporto tra aree verdi e aree antropizzate. Una torre della ricerca con diversi laboratori sarà collegata ai reparti per rendere gli esiti delle analisi subito disponibili. Nella piastra centrale, una organ factory accoglierà tecnologie avanguardistiche destinate a trapianti, nell’Ospedale di Padova o in altre sedi.
L’ospedale sarà caratterizzato tecnologicamente da un’alta specialità, rendendolo un progetto di avanguardia e un hub nazionale. In considerazione della valenza strategica del nuovo polo ospedaliero, che si estende anche ad un ambito extra-regionale, questo sarà dotato di: un eliporto per gli interventi sanitari di urgenza, un vertiporto, 40 sale operatorie, 280 ambulatori, 12.000 metri quadri di laboratori. Completano la dotazione sanitaria gli spazi per la logistica, anche farmaceutica, automatizzata: silos verticali, gestione pneumatica, AGV ed RGV, PTS, oltre a spogliatoi, armadi e distributori farmaci completamente automatizzati.
Grazie al corretto dimensionamento degli impianti e alla gestione automatizzata, i costi di gestione saranno ridotti, e naturalmente l’edificio sarà nZEB (Nearly Zero Energy Building). Tecnologie fotovoltaiche integrano la produzione di energia in sito con il calore fornito dal termovalorizzatore di San Lazzaro. I corpi torre sviluppati in altezza minimizzano il consumo di suolo e preservano ampie aree permeabili. A integrazione, su parte delle coperture sono previste ulteriori superfici verdi per la raccolta e il successivo utilizzo dell’acqua piovana.
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